Arezzo || Vineria Ciao dal Chiodo

Forchette Amare torna ad Arezzo e sceglie un locale che fa della sua territorialità, la sua forza. La Vineria Ciao dal Chiodo si trova a piazza Sant’Agostino in centro città e in una zona piuttosto vivace.

La Location

Il ristorante Vineria Ciao dal Chiodo è diviso fra una parte interna e una esterna, entrambe di modeste dimensioni. In una ancora calda serata estiva Forchette Amare opta per i posti all’esterno e qui comincia la sua avventura gastronomica.

Il Menu

Come detto la cucina della Vineria Ciao dal Chiodo offre un menu molto radicato nella tradizione aretina e che ricorda molto la cucina di casa. Decidiamo di partire con un piatto di gnocchi al ragù d’anatra e dei pici tirati a mano al ragù bianco di chianina. fra i secondi scegliamo invece un arrosto misto composto da anatra e coniglio in porchetta e anche un piatto di verdure fritte. Il servizio è amichevole e casareccio e dopo poco i piatti arrivano in tavola. Gli gnocchi, topini in dialetto aretino, sono fatti in casa e si sente. Il ragù è saporito e si sposa benissimo con gli gnocchi.

Buoni anche i pici, sempre auto-prodotti, ma il ragù bianco di chianina è poco incisivo. Il risultato resta comunque indubbiamente soddisfacente.

Passando ai secondi piatti ottimo il binomio coniglio e anatra in porchetta, una cottura molto saporita e che in Toscana è molto apprezzata. Buone anche le verdure fritte con una panatura leggera e gradevole.

Giudizio Finale

Cena annaffiata da un buon rosso locale per un conto onesto di 30 euro a persona. La Vineria Ciao dal Chiodo è un locale familiare con una cucina sincera e gustosa che fa davvero leccare i baffi ai clienti. Forchette Amare non può che andarsene soddisfatto.

Ponza || Tutti i sapori dell’isola

Forchette Amare in una settimana di vacanza ha potuto girare in lungo e in largo le cucine di questa bella isola del mar Tirreno. Ponza è costellata di locali interessanti e Forchette Amare non si è davvero risparmiato.

La Location

La prima sera Forchette Amare ha assaggiato la cucina di un piccolo locale del porto di Ponza che si chiama Il Pizzicotto. Cucina totalmente dedicata al pesce che ci ha visto scegliere i famosi spaghetti con le alici, piatto simbolo isolano, un classico spaghetto alle vongole, un polpo grigliato e un calamaro ripieno. Alti e bassi in questo ristorantino al porto ponzese. Buoni gli spaghetti alle alici, sufficienti quelli alle vongole, anche se la quantità è davvero scarsa.

Buono invece il calamaro ripieno, forse il piatto più complesso. Male, anzi molto male il polpo grigliato che risulta gommoso stoppaccioso in bocca.

La nostra seconda sera invece la passiamo in un locale piuttosto noto della vita gastronomica isolana A casa di Assunta. Situato un pò fuori dal centro di Ponza, questo ristorante sembra davvero una casa, ma con un panorama invidiabile. Anche qui impera il pesce, Forchette Amare non ha trovato grande scelta nei piatti di terra. Dal menu quindi peschiamo dei ravioli ripieni di cernia, una frittura di gamberi e scampi, una grigliata mista e un pescato del giorno fatto all’acquapazza. I ravioli sono brutti da vedere, ma davvero deliziosi, un piatto da leccarsi i baffi. Buono il pescato del giorno, fresco e preparato ad arte.

Buone anche la frittura e la grigliata, impiattate entrambe con semplicità, ma che grazie alla qualità dei prodotti messi in tavola risultano vincenti.

Saltabeccando da una parte all’altra dell’isola Forchette Amare ha scoperto un localino nell’estremo nord di Ponza: Angelino! Locale semplice e cucina casalinga, ma primi di grande qualità. Gli scialatielli al profumo di mare sono una vera esplosione in bocca e i paccheri allo scorfano sono davvero da ricordare. Spicca anche un prezzo sorprendentemente basso per gli standard ponzesi.

Ultima tappa che Forchette Amare vuole raccontarvi è un ristorante nato da poco tempo: Gamberi e Capperi. Locale piuttosto pretenzioso, ma con un servizio molto carente. La cucina di Gamberi e Capperi è molto scenografica, ma i risultati sono senza dubbio altalenanti. Scegliamo un insieme di crudi che vengono affumicati dallo chef davanti ai nostri occhi, ma la porzione è meno che accettabile.

Un pò meglio il polpo che doveva essere alla maniera dello chef e che alla fine è accompagnato da una purea come spesso accade. Poco incisive le linguine agli scampi che non lasciano davvero il segno.

Indubbiamente meglio invece i gamberi fatti flambè dallo chef che risultano freschissimi e saporiti.

Giudizio Finale

Forchette Amare torna dalle sua vacanze a Ponza gastronomicamente soddisfatto. Tanto i ristoranti fra cui scegliere con alcuni alti e bassi. Nel complesso l’offerta è buona, anche se manca una scelta di piatti tradizionali di terra come il coniglio.

Ponza ||Ristorante Acquapazza

In vacanza nello splendido arcipelago delle isole Pontine Forchette Amare non poteva resistere a fare una visita all’unico ristorante stellato dell’isola di Ponza. Naturalmente sono stati tanti i ristoranti visitati e non mancherà una bella panoramica eno-gastronomica dell’isola nei prossimi giorni. Ma oggi siamo qui per raccontarvi la nostra esperienza al ristorante Acquapazza.

La Location

Questo locale si trova proprio sopra il porto del paese di Ponza e gode di una bellissima vista. Il ristorante Acquapazza si snoda su tre livelli con delle belle terrazze che permettono agli astanti di cenare godendosi la vista.

Il Menu

Forchette Amare ha una lunga esperienza di ristoranti stellati e quindi anche stasera si aspetta un trattamento adeguato. All’ingresso non ci accoglie nessuno e dobbiamo andare noi a cercare il cameriere, un inizio quantomeno bizzarro. Fatti accomodare decidiamo di scegliere una degustazione, l’unica presente, che ci permetta di avere una panoramica dei piatti del ristorante. Da notare una certa rigidità nel non permettere nessun cambio nella scelta del menu, molti ristoranti stellati invece concedono questa possibilità. Il servizio è fatto da ragazzi giovani, lodevole, ma in un ristorante stellato serve molta esperienza….Iniziamo con un classico amousebouche dalla cucina composta da un arancino accompagnata da una maionese allo zenzero e scamorza affumicata. Partenza gradevole e interessante senza ombra di dubbio.

Il menu degustazione si articola in sole quattro portate e il dessert. Gli antipasti sono rappresentati da un carpaccio di ricciola, rapa rossa, capperi disidratati e yogurt. Il piatto è esteticamente davvero molto bello con una spuma di mare delicata e sapida allo stesso tempo. I sapori sono un pò blandi e lo chef avrebbe dovuto spingere di più, ma nell’insieme è un inizio positivo.

La seconda entrèe è costituita da un ensemble di seppia alla brace, misticanza e menta. Presentato sicuramente peggio, la mente accompagna bene la seppia, ma manca proprio quel gusto brace che aveva incuriosito Forchette Amare. La misticanza sembra una triste insalatina di accompagnamento.

Passando ai primi piatti finalmente il ristorante Acquapazza riesce a dare un guizzo decisivo. I tortelli di dentice con salsa di pomodoro crudo sono davvero una piacevole scoperta. Cotti alla perfezione, il pomodoro crudo da un bellissimo contrasto con il pesce che resta nella memoria.

Passando al secondo lo chef scegli un pesce spada marinato alla soia, cotto al forno con carote e semi di papavero. Gusto forte e deciso per un bel piatto che soddisfa il palato di Forchette Amare.

Per dessert il menu recita Tiramisù, ma in realtà arriva una sfera ripiena di mascarpone accompagnato da un gelato al caffè. Una bella sorpresa ed un modo innovativo di reinterpretare il fine pasto più famoso d’Italia.

Giudizio Finale

Cena annaffiata da un buon chardonnay siciliano per un conto finale di 110 € a testa. La cucina del ristorante Acquapazza vive di alti e bassi, ma alcuni piatti sono sicuramente tecnici e ben eseguiti: La cosa che amareggia di più Forchette Amare è il servizio assolutamente inadatto ad un ristorante stellato. Poca, anzi pochissima attenzione al cliente, basta citare che non esiste un pre-dessert e che per avere il conto lo abbiamo chiesto ben tre volte…Onestamente siamo stati abituati in altro modo!