Forte dei Marmi || Bistrot

La Versilia è sempre stata una terra di grandi ristoranti e anche oggi può vantare diversi locali stellati. A Forte dei Marmi per un week end Forchette Amare ha deciso di visitarne uno di questi e la scelta è caduta su Bistrot, un noto locale situato sul lungomare. Non è il primo ristorante stellato che riceve la visita di Forchette Amare, che come sempre parte con grandi aspettative (https://forchetteamare.com/2017/10/03/montefollonico-la-chiusa/ e https://forchetteamare.com/2017/09/12/la-costiera-amalfitana/)

La Location

Il locale ha una parte interna e una in una veranda che però guarda dal lato della strada. Il personale è ampio e solerte e ci fa accomodare subito al nostro tavolo. Per questo pranzo domenicale non sono molti gli avventori presenti. Il tavolo è ampio e rotondo con un’apparecchiatura tutta brandizzata Bistrot.

 

Il Menu

Abbiamo iniziato con alcuni antipasti  che partivano dalla tradizione, ma regalandole qualcosa di innovativo. Polpo verace cotto alla brace, soffice di patata affumicata, salsa all’arrabbiata, sedato candito e pan di spagna all’olio d’oliva, vaporata di crostacei, pesci e molluschi, la grande selezione di crudi e il calamaretto ripieno di crostacei con crema di patate e cardi brasati. Fra i primi la scelta di Forchette Amare è caduta sul risotto con aragosta e champagne, lo spaghetto di Gragnano aglio olio e peperoncino con una battuta di gamberi e bottarga di muggine e i cappellacci di astice e burrata in guazzetto di vongole. Per finire una bella frittura del Tirreno con tempura di verdure e maionese al passion fruit. Il servizio è stato piuttosto rapido, visto il numero di personale che Bistrot può vantare. Il polpo che poteva essere l’antipasto più banale è stato una gradevolissima scoperta. Era cotto alla perfezione regalando una spledida croccantezza al palato e la salsa all’arrabbiata si sposava alla perfezione con il sapore del polpo.

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Buono il calamaretto ripieno di crostacei, tutti i sapori riuscivano a venire fuori e non era per nulla scontato. Crudi di qualità, ma senza acuti.

Deludente la vaporata che nonostante la varietà di ingredienti non colpisce. Qui lo chef deve trovare il modo di spingere di più.

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Passando ai primi il risotto è sempre molto pericoloso e forse per paura questo risotto aragosta e champagne è stato tolto dal fuoco troppo presto. Condimento gustoso e bene eseguito, ma quando il risotto “resta sui denti” non è mai troppo piacevole.

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Molto buoni i cappellacci con la burrata che addolcisce tutto dando molto equilibrio al piatto. Senza infamia e senza lode gli spaghetti di Gragnano che al contrario del risotto andavano invece cotti un po’ meno, ma la bottarga è davvero ottima.

La frittura del Tirreno è delicato e leggera, senza quell’unto sgradevole che resta in bocca. Certo con il grasso della frittura, un altro grasso come la maionese non sta benissimo. Forchette Amare suggerisce di cambiare accompagnamento!

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Per dolci, oltre a quelli offerti dalla casa che sono deliziosi, un soufflé al lampone che si scioglie in bocca e che corona un buon pranzo.

Giudizio Finale

Tutta annaffiato da uno chardonnay di Planeta per un conto da 120 euro a testa. Bistrot ha meritatamente una stella Michelin, ma per chiedere un conto così importante deve limare alcuni difetti. Il sommelier invece deve farsi una mappa della cantina perché non riesce a trovare i vini che sono in carta… Forchette Amare se ne va senza “amareggiamenti”!

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