Geografia Gastronomica|| I dolci di Pasqua

Come già fatto per Natale anche per le festività pasquali Forchette Amare ha deciso di percorrere in lungo e in largo la penisola italiana alla scoperta dei dolci più interessanti e caratteristici della Pasqua. Sarà sicuramente un “dolce” viaggiare e magari scoprire qualcosa di nuovo, oltre che trovare sicuramente molte conferme di quello che conoscevate già. Geografia Gastronomica ha fatto un’accurata ricerca e soprattutto una severa selezione per scegliere i dolci che incontrerete oggi, tralasciando ovviamente la Colomba Pasquale e le mille varietà del famosissimo Uovo di Pasqua, che comunque ha una storia interessante che passa da Torino e dalle sapiente mani del grande orafo Fabergè. Ma partiamo alla scoperta dei nostri dolci pasquali!

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Siena || La Taverna di San Giuseppe

Dopo aver navigato per il cuore di Siena passando da Banchi di sopra e Banchi di sotto e con una rapida traversata di Piazza del Campo Forchette Amare si è diretto a la Taverna San Giuseppe, uno dei locali più noti della città del Palio. Ormai la nostra esperienza dei ristoranti di Siena è piuttosto ampia e variegata, ma onestamente c’è ancora molto da “lavorare”.  Il ristorante Taverna San Giuseppe si trova alla fine di una salita piuttosto impegnativa, ma che regala la vista della Torre del Mangia e non manca di sottolineare la sua toscanità.

 

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Geografia Gastronomica || La cucina marchigiana

Continua la nostra avventura geografico-gastronomica tutta italiana e così dopo aver assaggiato le delizie della cucina dell’Umbria, oggi ci spostiamo nella regione confinante per assaporare i manicaretti provenienti dalle Marche. Questo nuovo viaggio di Geografia Gastronomica cercherà di offrirvi una panoramica più precisa possibile di una regione italiana che vanta una lunga ed interessantissima tradizione culinaria. Le Marche, infatti sono un ordinato mosaico di vigneti, uliveti, campi di grano e mare. Già quest’aspetto basterebbe per la connotazione plurale della regione, ma a ciò vanno aggiunti altri dettagli che fanno di questa terra uno dei luoghi più variegati d’Italia. Innanzitutto bisogna considerarne la conformazione geografica: in pochi altri luoghi italiani si passa dagli oltre 2000 m (come il Monte Vettore nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini in provincia di Ascoli Piceno) al mare in poco più di un’ora. E durante il viaggio s’incontrano i boschi appenninici, che regalano profumatissimi tartufi, bianchi e neri, (ricordiamo quelli celebri di Acqualagna) , lasciando poi spazio alle dolci colline che gli agricoltori coltivano con passione: un paesaggio che è un ordinatissimo mosaico di vigneti, uliveti, campi di grano e di girasoli. Da qui si arriva al mare, con le paranze dei porti di Fano, Senigallia e soprattutto San Benedetto del Tronto, che riforniscono il mercato ittico regionale e nazionale con il pescato dell’Adriatico. Tutto ciò si riverbera prepotentemente sulla gastronomia marchigiana, che è cucina di mare, di focolari contadini, di rifugi montani, generalmente povera, ma capace di virate verso l’opulenza e la raffinatezza.

 

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Geografia Gastronomica || La cucina umbra

Vi stupirà sicuramente trovare oggi nella nostra rubrica un pezzo sulla cucina dell’Umbria, dopo aver vivisezionato le cucina di mezzo mondo. Ebbene Forchette Amare ha deciso, a partire da questo appuntamento, di dedicare la nostra Geografia Gastronomica alle cucine regionali italiane che non hanno davvero nulla da invidiare per quanto riguarda varietà e qualità al resto del mondo. La nostra prima scelta è caduta sulla cucina umbra,  che Forchette Amare conosce e apprezza e che ci auguriamo possa interessare anche tutti i nostri lettori. L’Umbria vanta una tradizione culinaria antichissima, è quindi un grande piacere poter sostare presso uno dei tipici ristoranti e trattorie che caratterizzano le suggestive vie dei centri storici delle maggiori città d’arte come Orvieto, Assisi, Perugia, Spoleto, Gubbio e Foligno o in alternativa presso gli agriturismi, per chi volesse immergersi nel verde dei boschi, per un contatto più diretto con la natura, per godere appieno di ricette genuine mettendo in pratica la logica “dal produttore al consumatore”.

 

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