Roma || Campisi

Ogni tanto anche la capitale vede calare, come Brenno o Alarico, i giudizi “barbari” di Forchette Amare sui suoi ristoranti e oggi è il turno di un locale che si trova fra il quartiere Trieste e il quartiere africano: il ristorante Campisi. Questa è una bella zona residenziale, fuori dai giri classici dei turisti che visitano Roma, ma molto nota ai romani. Campisi è facilmente individuabile dalla strada per le vetrate che vi si affacciano e qui comincia la nostra avventura.

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La Location

Campisi ha una storia che viene dalla Sicilia, dove appunto la famiglia Campisi è partita con i suoi prodotti gastronomici. Esattamente a Marzamemi, in provincia di Siracusa, è iniziata questa storia fatta di tonnare e prodotti tipici siciliani. Oggi il ristorante è modernamente arredato con un grande bancone che accoglie gli ospiti e due salette ai lati, dai colori tenui e caldi. Sono i proprietari, due fratelli, che ci accolgono e volentieri ci raccontano un pò della loro isola.

 

Il Menu

Ovviamente il menu del ristorante  Campisi è smaccatamente siciliano e con il tonno che la fa da padrone. Così con una spiegazione accurata e professionale del proprietario scorriamo l’interessante menu. Fra gli antipasti scegliamo una cernia porchettata accompagnata da un soffice di marroni alla carruba e un polpo croccante su crema di patate affumicate. Fra i primi invece peschiamo il risotto al rosso di rapa, polpo e garum “Campisi” e i paccheri alla Matallotta. Il servizio è piuttosto rapido e dopo un benvenuto dello chef di crema di lattuga, crumble di pane e pomodoro secco, ecco arrivare subito i nostri piatti. Il polpo è croccante al punto giusto e la crema di patate ha un’affumicatura delicata. Non è un piatto rivoluzionario, ma è sicuramente ben eseguito.

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Sicuramente merita invece più attenzione la cernia porchettata. Spesso si usa il tonno, ma la delicatezza della cernia rende tutto più amalgamato creando un piatto davvero ottimo.

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Passando ai primi il risotto è la cartina di tornasole che Forchette Amare utilizza per valutare i ristoranti. Beh Campisi se l’è cavata egregiamente con il risotto! Il polpo dona quella croccantezza che completa il piatto e il garum ( una salsa di interiora di tonno proveniente dall’ Antica Roma) da una sapidità e un gusto particolare che incorona il piatto. Certo il vantaggio sta nei prodotti a disposizione, ma fare un risotto a regola d’arte non è mai cosa scontata.

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Un po’ deludenti invece i pacchieri che hanno superato il punto di cottura. La Matallotta, un mix di tonno, pomodoro pachino, olive e capperi è gustosa, ma non regge minimamente il confronto con il risotto.

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Per terminare il nostro viaggio in Trinacria un cannolo siciliano fatto in casa è perfetto. Ottima la ricotta e la consistenza, ma da chi fa della sicilianità la sua bandiera non ci si aspettava niente di meno.

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Giudizio Finale

Cena bagnata da un bianco Donnafugata, anche questo rigorosamente siciliano, per un conto di 50 euro a testa. Il ristorante Campisi, forte dei suoi eccellenti prodotti e della sua capace cucina, offre una serata molto piacevole che Forchette Amare ha sicuramente gradito.

 

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