Arezzo || Dirty Rat

Nel cuore di Arezzo a pochi passi dalla movida locale da poche settimane e’ stato aperto un nuovo ristorante: Dirty Rat! Forchette Amare arriva molto incuriosito da questa nuova realtà, a partire dal nome che rimanda al proibizionismo statunitense con una storia che vi invitiamo a leggere quando visiterete il Dirty Rat.

 

La Location

Il locale si sviluppa in lunghezza e altezza con un arredamento retro’ che presenta uno  stiloso patchwork di mobili che caratterizzano il locale con gusto. Il risultato è piacevole e curioso, perchè fa tornare indietro nel tempo.

 

Il Menu

Il menu del Dirty Rat presenta un numero limitato di piatti, cosa che Forchette Amare non vede negativamente. La nostra scelta comprende un ventaglio molto diverso di piatti e così scegliamo le pappardelle al ragù rosso di filetto, un tikka Masala composto da bocconcini di pollo piccanti e riso basmati al vapore. Poi non possiamo esimerci dall’assaggiare le modaiole Buddha Bowl: un piatto asiatico molto composito che viene dall’Indocina. Bowl significa ciotola e Buddha invece sembra derivare dalla forma tondeggiante della pancia del Buddha riprodotta dalle ciotole stracolme. Le prendiamo entrambe: Hong Kong e New York con tutte le loro varianti. La Hong Kong prevede riso nero, cavolo giallo, cavolo rosso, ceci alla paprika, salmone, salsa di soia e miele. La New York invece comprende farro, avocado, bacon, cheddar, cavolini di Bruxelles, salsa Caesar e cavolo rosso. Il sevizio e molto rapido e dopo poco inizia la nostra cena al Dirty Rat. Prima di partire ci viene servita una piccola entree composta da una terrina di maiale, gel al pompelmo e una fettina di rapanello. Servirebbe una dose maggiore di gel al pompelmo per aumentare l’acidità e magari qualcosa per ammorbidire il maiale che risulta gustose, ma un po’ denso.

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Dopo questa partenza ecco arrivare i nostri primi piatti. Le pappardelle all’uovo sono fatte in casa e il ragù e’ molto saporito. L’idea di un ragù fatto con filetto e un po’ di pomodoro risulta felice.

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Il Tikka Masala manca invece di brio: il garan Masala che dovrebbe dare spinta al pollo non riesce ad emergere. In questa cena forse è il piatto meno riuscito.

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Ma veniamo al “core” della nostra serata: le Buddha Bowl! Le famose ciotole sono davvero riempite quasi fino all’orlo di un caleidoscopio di ingredienti. Sono un piatto completo a livello proteico e nutrizionale e sicuramente interessante. La Hong Kong presente un ottimo riso venere che ben si sposa con il piccante del ceci e la delicatezza del salmone, con le due varietà di cavolo a fare da corollario. Forchette Amare apprezza meno la New York, forse per la presenza dei cavolini di Bruxelles. Anche qui farro, bacon e cheddar comunque funzionano. Peccato lasciarle entrambe, ma serve a capire che la Buddha Bowl sono un piatto unico.

 

Dopo un gradevole pre-dessert composto da una pannacotta al cardamomo con all’interno frutti di bosco per il dessert vero e proprio Forchette Amare sceglie una Sicillan cheesecake con scaglie di cioccolato, frutta e pistacchio. Molto gradevole e non eccessivamente dolce; un degno modo di terminare la nostra serata.

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Giudizio Finale

Cena annaffiata da una bollicine rose’ e una birra inglese, di cui c’è una bella lista, per un conto di 34€ a testa. Dirty Rat e’ una nuova e interessante idea in un panorama gastronomico un po’ stantio. Le Buddha Bowl sono da provare, buone le cose tradizionali, anche se nei piatti manca a volte un po’ di sapidità. Il giudizio di Forchette Amare e sicuramente positivo, anche per un servizio solerte ed un conto onesto, e consiglia una visita al Dirty Rat.

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