Biennale Enogastronomica|| Berbere’

Forchette Amare non poteva rinunciare ad un’occasione come quella di assaggiare la pizza di Berberè e conoscere il maestro Matteo Aloe all’interno della Biennale Enogastronomica di Firenze. La manifestazione si tiene nella splendida cornice della Fortezza da Basso ed è un caleidoscopio interessante di happening e sapori.

 

La Location

Senza rinunciare ad un’articolata degustazione di vini provenienti da tutta Italia, ma soprattutto dalla Toscana, Forchette Amare si avvia curioso e baldanzoso verso l’aula dedicata alla pizza. La serata è dedicata ad una pizza “diversa”, quella che propone Matteo Aloe nei suoi 9 ristoranti sparpagliati fra l’Italia e Londra.

 

Quella di Matteo e’ una bella storia di imprenditoria italiana che esalta e impreziosisce una gemma della nostra ristorazione come la pizza. Berberè  rappresenta il suo marchio, con un nome esotico che riporta ad una miscela di spezie che viene dal Corno d’Africa. Il suo show cooking e’ istruttivo e vivace, con una maniacale cura per gli ingredienti e la pasta madre che fa da regina passando anche fra i numerosi commensali.

 

Matteo Aloe, coadiuvato da un suo valido collaboratore, presente due pizze questa sera, che vengono preparate davanti ai nostri occhi. Si parte dalla semplicità: pomodoro e  mozzarella di bufala con un po’ di basilico a dare sapore e colore. Una caratteristica della pizza di Berberè  e la possibilità di ritrovare in ogni singolo spicchio tutti gli ingredienti, un modo intelligente di non far perdere niente a nessuno dei commensali. La seconda pizza e’ invece poco classica, ma molto stuzzicante. Matteo Aloe ci presenta una pizza con porro, cavolo nero, provolone e senape. Ensamble quasi sorprendente con la senape, che nessuno ha il coraggio di mettere sulla pizza.

 

Ma passiamo agli assaggi! La prima pizza che arriva rispecchia la descrizione e le caratteristiche che ci sono state promesse. Morbida all’interno, ma croccante e fragrante all’esterno, questa pizza ha sicuramente qualità uniche che la fanno ricordare anche se sparisce rapidamente dal piatto. Ancora migliore la seconda pizza che Matteo Aloe ci mette in tavola. Il cavolo preparato da loro si sposa alla perfezione con i porri e il provolone. La senape, che aveva insospettito Forchette Amare, da la spinta decisiva ad una pizza che risulta deliziosa. Anche questa volta il piatto viene rapidamente svuotato.

 

Fatto il bis della prima pizza, Matteo Aloe saluta la satolla platea di spettatori soddisfatti e invita tutti ad andare a trovarlo.

 

Forchette Amare se ne va compiaciuto di questa nuova scoperta: la pizza di Berberè apre una nuova pagina in qualcosa che sembrava intoccabile e invece è una bella e soprattutto buona realtà da poter assaggiare anche nel cuore di Firenze!

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