Arezzo || Octavin

Arezzo ha una vita gastronomica-culinaria piuttosto vivace ed è possibile variare la scelta del ristorante. Queste sera Forchette Amare vi porta ad assaggiare la cucina del ristorante Octavin. Il locale e a pochi passi dal centro della movida locale ed ha preso il posto di un altro ristorante che si è trasferito.

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La Location

Forchette Amare ha visitato il vecchio locale e quindi conosce già la location. Esiste anche una parte esterna, ma naturalmente in pieno inverno si mangia solo all’interno. Octavin ha molto rinnovato gli interni scegliendo una linea essenziale con tratti di modernariato nell’arredamento. Il risultato è molto gradevole con una sorte di spartana eleganza che fa sentire a proprio agio gli astanti.

Il Menu

Il menu di Octavin è un manifesto dell’essenzialità: vengono riportati solo gli ingredienti lasciando spazio alla fantasia su come si presenterà il piatto. Così scegliamo rigatoni con rape rosse e anguilla e tortelli mandorle e spugnole fra i primi, seppia con zenzero e tartufo e anatra con cipolla e ginepro. Prima di partire Octavin presenta un amousebouche molto interesante composto da un brodo di cappone con fungo shitake, uovo di quaglia con maionese di wasabi e pane pakistano con yogurt. Un mix di culture interessante e bello da vedere. Deliziose le uova di quaglia con la maionese di wasabi a dare brio.

Passando ai primi, i rigatoni di anguilla e rapa rossa sono gustosi e si presentano benissimo. Equilibrati e completi, si rivelano una bella scoperta, anche per chi è sempre un pò prevenuto nei confronti dell’anguilla.

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Meno belli, ma una vera esplosione di sapore i tortelli. Il ripieno di mandorle ha una gustosa dolcezza che resta piacevolmente sul palato.

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Passando ai secondi il petto d’anatra si conferma sulla falsariga dei primi per l’impiattamento. Morbido e saporito quest’anatra cucinata in carpione risulta un piatto molto soddisfacente per Forchette Amare. Brutto l’impiattamento, nota stonata nella serata, la seppia con zenzero e tartufo. Il piatto va un po’ assemblato, perché gli elementi appaiono slegati, peccato perché si tratta di ingredienti di qualità e con un risultato finale positivo.

Ecco arrivare un’altra coccola di Octavin che ci presenta in tavola un piccolo pre-dessert con praline alla nocciola, mela verde al lime e ananas al cocco.

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Dessert vero e proprio scelto un “Criollo”, una mousse al cioccolato con gelato ai frutti tropicali. In realtà è un po’ deludente perché, nonostante il gelato sia buono, mousse resta molto asciutta.

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Giudizio Finale

Cena annaffiate da una bottiglia di Chablis e due calici non fermentati per aprire la cena, per un conto di 52 euro a testa. Octavin è una bella novità del panorama aretino, dove si fa ricerca sui prodotti e si fanno anche degli accostamenti azzardati, ma riusciti. Forchette Amare consiglia di spiegare meglio i piatti, perché il lavoro dello chef merita anche di essere raccontato.

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