Vairano || Vairo del Volturno

Forchette Amare torna in un ristorante stellato Michelin ed è pronto a raccontarvi questa sua nuova avventura. In passato le esperienze hanno vissuto qualche alto e basso nell’Olimpo della ristorazione targata Michelin, ma in generale le serata sono sempre state positive. Oggi sotto la nostra lente di ingrandimento è finito il Vairo del Volturno, che si trova a Vairano Patenora in provincia di Caserta. Come detto il locale vanta una stella Michelin che per Forchette Amare è sempre un richiamo molto forte.

La Location

Il locale si trova lungo una strada di questo piccolo paese e non ha un’entrata ad affetto. Al nostro arrivo a Vairo del Volturno un cameriere si fa subito incontro a noi ricevendoci all’ingresso del ristorante. Entrati ci accorgiamo subito che il locale è rimasto un pò indietro nel tempo, con un arredamento che ricorda i mitici anni ’80. Solo quattro avventori, oltre a noi, in questo sabato sera, in una sala piuttosto ampia. Forchette Amare viene fatto accomodare dietro ad un paravento nella parte finale del salone.

Il Menu

Il menu di Vairo del Volturno affonda profondamente le sue radici nella tradizione e nella territorialità, cercando di promuovere molto prodotti locali. La nostra scelta cade per antipasto su una spalla di maialino nero casertano cotto a bassa temperatura con confettura di pappaccelle ( un peperone tipico campano) e mela annurca. Sempre dalla lista degli antipasti peschiamo Ortobosco, vale a dire un’insalata di farro tiepida con tartufo nero molisano e gelato di mandorle. Fra i primi scegliamo i tortelli di maialino nero casertano su crema di fagioli e mela annurca e un risotto alto casertano con zafferano di Terra di Lavoro, cipolla di Alife e Caciocavallo del Matese. Il servizio è lontano anni luce dai tanti stellati visitati da Forchette Amare, ma probabilmente per l’esiguo numero di clienti, l’attesa è breve. Interessante l’amousebouche che arriva dallo chef. Una vellutata di zucchine con granella di mandorle e ricotta, accompagnata da una ventresca di ricciola e un burro di bufala al cucchiaio. Un trittico gradevole che cerca di offrire una panoramica locale e che ben dispone alla cena.

La spalla di maialino nero casertano è un buon piatto con alcuni prodotti davvero eccellenti. Tutto molto locale e certificato compresa la mela annunrca, anch’essa tipica di questa zona della Campania. Questo è probabilmente l’apice di quella che si rivelerà presto come una serata deludente.

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L’Ortobosco, nonostante i tanti ingredienti, risulta un piatto insignificante. Niente che spicchi con il tartufo molisano quasi impalpabile e il gelato alle mandorle che copre tutto.

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Passando ai primi piatti il Vairo del Volturno si riscatta con i tortelli di maialino nero casertano. Ben eseguiti e cotti alla perfezioni, si rivelano una buona scelta.

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Male, anzi malissimo il risotto alto casertano. Il punto di cottura è passato e in un ristorante stellato sbagliare il risotto, soprattutto con quattro clienti, è un errore imperdonabile. Sarebbe rivedibile anche il condimento che non spicca minimamente, ma l’errore di cottura e mantecatura passa sopra a tutto. Forchette Amare ne ha anche lasciato metà nel piatto e il cameriere non si è nemmeno interessato al perchè… Onestamente nella mia lunga frequentazioni di stellati questo non era mai successo!

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Niente secondi piatti e per terminare la nostra cena un piatto di formaggi con caprino, castelmagno, pecorino accompagnati da un panetto di cioccolata e una mousse al mascarpone di bufala con fragole confit. Buoni i formaggi e anche la mousse, ma non abbastanza per addolcire una serata molto deludente.

Giudizio Finale

Cena annaffiata da un Pallagrello locale per un conto di 58 euro a testa. Vairo del Volturno ha profondamente deluso Forchette Amare, sia a livello di cucina che di servizio. Molti piatti da rivedere o addirittura sbagliati come il risotto, ma soprattutto sono mancate le attenzioni che caratterizzano chi vanta una stella Michelin. Amareggiamento alle stelle per Forchette Amare questa volta.

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