Arezzo || Essenza Dario e Anna

Forchette Amare torna nel cuore del centro storico di Arezzo per una nuova ed interessante avventura gastronomica. Il loggiato costruito da Giorgio Vasari ospita un ampio numero di ristoranti e anche oggi il vostro Forchette Amare ha voluto provarne uno: Essenza Dario e Anna. Questo locale si trovava nel quartiere di Saione da molti anni e da poco più di un anno si è trasferito nel salotto buono della città.

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La Location

Come detto questo ristorante si trova sotto lo splendido loggiato vasariano in mezzo ad altri due locali, una grande offerta gastronomica in poche decine di metri. Essenza ha una parte esterna e una interna più piccola, ma molto graziosa. Forchette Amare visto il giugno un pò bizzoso, sceglie di consumare la sua cena nella parte interna del locale. Così posizionati alla giusta distanza iniziamo la nostra avventura.

Il Menu

Il menu è consultabile con una comoda app ed è molto variegato. Forchette Amare decide di dedicargli un pò di tempo e poi sceglie fra gli antipasti crocchette di Joselito, fonduta di formaggi e rosmarino croccante, capesante scottate con pancetta di mangalica e crema di pecorino e un piatto di acciughe di Cetara. Considerando che la forza del ristorante è la carne, decidiamo di saltare i primi piatti e di scegliere fra le seconde portate. L’offerta è indubbiamente di grande rilievo e cediamo al filetto e alla costata di Wagyu giapponese e ad una fiorentina di Prussiana. Il servizio non è attentissimo e onestamente questa è una sorpresa. Dopo il benvenuto della cucina con gli elementi della carbonara scomposti in un delizioso amousebouche siamo pronti a partire. Una partenza bagnata da ottime bollicine dell’Oltrepò pavese.

Le crocchette presentano Joselito, quest’ottimo prosciutto spagnolo, all’interno e all’esterno con un risultato notevole per il palato.

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Saporitissime anche le acciughe del borgo marinaro di Cetara che giustamente sono annoverate fra le migliori del mondo. Ben presentate e ben eseguite anche le capesante, elemento insidioso per una cottura non troppo semplice. Buono l’abbinamento con la pancetta di mangalica e il pecorino.

Passando ai secondi la fiorentina di Prussiana, una carne originaria della Polonia, ma allevata nel nord d’Italia, ci viene presentata al tavolo e mette già l’acquolina in bocca.

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Direttamente nei piatti invece il filetto e la costata della rara e pregiata Wagyu giapponese. Accompagnata da porcini fritti questa carne non tradisce le importanti attese. Tenera e gustosa si rivela un raro piacere poterla gustare. Utile anche l’idea della pietra ollare a disposizione per tenerla sempre calda.

La fiorentina di Prussiana è invece  una scoperta per Forchette Amare che non la conosceva. Potente nel sapore, lascia in bocca un gusto profondo e completo che a modesto parere dello scrivente non ha nulla da invidiare alla carne giapponese.

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Per dessert solo un saluto finale dalla cucina con una finta ciliegia al cioccolato molto gradevole, che Forchette Amare accompagna con dell’ottimo whisky giapponese consigliato da un preparato sommelier.

Giudizio Finale

Cena annaffiata da tre bottiglie di vino di qualità e spiriti da varie nazioni per un conto di 130 euro a persona. Conto che Forchette Amare ritiene equo vista la qualità dei prodotti messi in tavola. Unico appunto il servizio, deve essere più attento!

 

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