Geografia Gastronomica || La cucina molisana

Ci siamo quasi. Il viaggio di Geografia Gastronomica sta effettivamente finendo e oggi sotto la nostra lente di ingrandimento finisce la piccola, ma vivace, regione del Molise. Il Molise, la più piccola regione italiana dopo la Valle d´Aosta, ha una posizione geografica molto particolare che si riflette, inevitabilmente, anche sulla sua cucina. Mentre nelle zone più interne, caratterizzate da una vasta area montuosa, dominano pietanze a base di carne di maiale, salsicce paesane e soppressate – preparate secondo le antiche tradizioni gastronomiche – , mentre nel piccolo tratto di fascia costiera prevale una cucina più tipicamente marinara con piatti a base di zuppe di pesce, risotti e minestre. Come detto questa regione è interessante, ma la sua è una storia un pò in sordina perchè per molto tempo è stata associata alla vicina e più ingombrante regione dell’Abruzzo. I molisani però sono gente orgogliosa e forte, così come lo sono i piatti che mettono in tavola!

 

 

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Geografia Gastronomica || La cucina valdostana

Come una trottola impazzita il tour di Forchette Amare non si ferma e oggi Geografia Gastronomica ci porta in Valle d’Aosta! La più piccola regione italiana vanta storia, cultura e tradizione culinaria da far invidia a molti grandi paesi stranieri. La Valle D’Aosta  è come un quadro incorniciato dai monti più alti e spettacolari della nostra nazione. Confina con la Francia, la Svizzera e il Piemonte cui si deve la maggiore influenza culinaria. Questa regione vanta un passato gastronomico fondato su piatti semplici, rustici e prodotti con le risorse locali e che sono diventati famosi per la loro genuinità e bontà.  La cucina valdostana è quella tipica montanara, gustosa e sostanziosa. Grazie al suo clima freddo, oltre le patate, le rape, i porri e le cipolle sono molto diffuse le coltivazioni di cavolo e verza, utilizzati per zuppe e minestre buonissime. Probabilmente l’uso del riso, alimento che si conserva bene nel tempo, deriva dalle usanze dei piemontesi, originari abitanti della Valle d’Aosta. La più antica influenza romana ha introdotto invece l’uso dell’orzo nelle minestre. La cucina valdostana non ha come condimento principale l’olio che è stato invece sostituito dal burro o altri grassi di origine vegetale e animale. L’unico olio che è stato possibile produrre è quello di noci, che è però a breve conservazione e non è adatto a tutte le preparazioni. Sin dai tempi più antichi sono stati fondamentali gli allevamenti di bestiame per la produzione del latte, con cui sono stati creati i famosi formaggi bovini e caprini locali, ed in particolare la Fontina.

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