Geografia Gastronomica || La cucina abruzzese

Si sta rapidamente esaurendo il tour di Geografia Gastronomica e oggi torniamo nel sud del Paese per assaggiare una cucina ricca di sapori come quella abruzzese. Mediterranea negli ingredienti e nei profumi, creativa nella varietà e nella originalità dei piatti e dei prodotti più tipici, dalle radici contadine e pastorali della propria tradizione la cucina abruzzese ha saputo trarre la capacità di essere insieme povera e nobile, distillando sapori antichi, di sontuosa semplicità. Questa cucina è molto interessante e tra gli alimenti più utilizzati troviamo: il pane, la pasta, la carne, formaggi e il vino. L’isolamento che per decenni ha caratterizzato la regione ha fatto sì che quest’ultima mantenesse un’arte culinaria viva ed indipendente. Tra i prodotti abruzzesi che sono entrati nell’immaginario collettivo di tutto il mondo troviamo i classici confetti tipici della città di Sulmona, lo zafferano coltivato principalmente nell’altopiano di Navelli, gli arrosticini di pecora, gli spaghetti alla chitarra e il prestigioso vino Montepulciano d’Abruzzo. Altri prodotti regionali riconosciuti ed apprezzati sono: l’Aglio rosso di Sulmona, il miele d’Abruzzo, il carciofo di Cupello, la carota del Fucino, la cicerchia, il farro, le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, la mortadella di Campotosto, il peperone dolce di Altino e Serranella, la patata degli Altipiani d’Abruzzo (ed in particolare la patata del Fucino), il Salsicciotto di Guilmi. Secondo un’indagine svolta da Confesercenti condotta fra i turisti stranieri che scelgono l’Italia, la migliore cucina tra le cucine regionali italiane è proprio quella abruzzese. Come al solito però in questo mare sconfinato abbiamo dovuto scegliere pochi piatti da raccontare, sufficienti però speriamo ad invogliarvi a partire per l’Abruzzo.

 

 

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Geografia Gastronomica || La cucina siciliana

Dopo aver assaggiato e gustato la cucina del Lazio, oggi Geografia Gastronomica ci porta in volo fino alla splendida Trinacria, quella Sicilia che vanta una cucina ricca di contaminazioni viste le tante dominazioni che si sono succedute nell’arco dei secoli. Tutti abbiamo assaggiato almeno una volta qualche piatto siciliano, sia che siamo stati a visitare questa meravigliosa regione, sia che l’abbiamo mangiato in qualche ristorante che esporta la sua cucina, o magari ce lo siamo direttamente cucinato in casa. Già dai tempi della Magnagrecia in Sicilia si andava sviluppando uno stile ben preciso di abitudini culinarie che col passare dei secoli si è arricchito di nuovi sapori e di nuove pietanze, seguendo le sue vicissitudini storiche. In generale si può affermare che la cucina siciliana sia motivo di riconoscimento e identità per i siciliani e, nell’epoca moderna, un motivo di attrazione turistica. Complessa ed articolata, la cucina siciliana è sovente ritenuta la più ricca di specialità e la più scenografica d’Italia. Grazie al suo clima mite, l’isola è ricca di spezie e piante aromatiche come la menta, l’origano, rosmarino, fanno quotidianamente parte dei condimenti siculi. Il terreno fertile produce agrumi in grande quantità. Mandorle, fichi d’India, pistacchi e olive sono altri simboli culinari nei quali l’isola eccelle. Tante, tantissime quindi le prelibatezze tutte siciliane che oggi cercheremo di riassumere in queste poche righe.

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Geografia Gastronomica|| La cucina svedese

Forchette Amare ogni settimana si diverte a puntare il dito su una grande mappa delle terre emerse, portandovi a spasso per il globo. Nelle nostre avventure di Geografia Gastronomica abbiamo già visitato tutti i continenti anche più di una volta e oggi torniamo in Europa. Dopo cucine calde come quella greca e quella portoghese, oggi ci allontaniamo un pò, e andiamo in Svezia per assaggiare i piatti locali che sono rappresentativi anche dei paesi limitrofi come la Norvegia e la Finlandia. La cucina svedese non è fra le più conosciute del mondo, ma vanta alcuni piatti notevoli e una discreta varietà di ingredienti. Ovviamente il salmone e l’aringa hanno il loro peso nella penisola scandinava, ma non ci limiteremo a questo. Oggi Forchette Amare vi consiglia non solo di inforcare forchetta e coltello, ma anche di coprirvi bene perchè si parte per un viaggio nell’estremo nord dell’Europa!

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Geografia Gastronomica|| La cucina messicana

Eccoci come ogni settimana al nostro appuntamento da globetrotter in giro per le cucine, note  e meno note, che possiamo incontrare nel nostro girovagare. Oggi Geografia Gastronomica ha puntato su una cucina molto nota e molto apprezzata in Italia e in tutto il mondo. La cucina messicana infatti insieme all’italiana è la più esportata e commercializzata ed ormai molto facile trovare ristoranti messicani anche nelle realtà più piccole. Si tratta di una cultura culinaria molto antica che ha saputo fondere il retaggio atavico degli indios con la cultura dei conquistadores spagnoli, ma senza mai chiudersi alle nuove esperienze che hanno toccato il Messico. Legumi, verdure e carne la fanno indubbiamente da padroni, ma quella messicana è sicuramente una cucina completa. Pronti a partire ancora una volta e Buon Provecho!

 

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Geografia Gastronomia|| La cucina peruviana

Torna l’appuntamento settimana con la rubrica Geografia Gastronomica e il nostro giro del mondo, dopo aver toccato tutti e cinque i continenti,  questa volta ci porta in Sud America. La scelta di Forchette Amare è caduta su una cucina che negli ultimi anni è salita agli onori della cronaca, diventando quasi di tendenza. Effettivamente la cucina peruviana, esatto oggi siamo in Perù, è davvero molto interessante ed è fra le più variegate del mondo. In Perù la contaminazione a tavola è basilare per la cucina peruviana moderna e l’utilizzo di ingredienti di ogni ambiente e latitudine aumenta  il suo fascino. Senza saperlo alcuni prodotti peruviani sono già entrati nelle nostre case come la Quinoa e altri come la Lucuma, un frutto detto oro degli Inca, stanno per arrivare. Last but not least, la cucina del Perù è sana e vanta alcuni chef d’eccellenza in giro per il mondo.

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