Geografia Gastronomica || La cucina marchigiana

Continua la nostra avventura geografico-gastronomica tutta italiana e così dopo aver assaggiato le delizie della cucina dell’Umbria, oggi ci spostiamo nella regione confinante per assaporare i manicaretti provenienti dalle Marche. Questo nuovo viaggio di Geografia Gastronomica cercherà di offrirvi una panoramica più precisa possibile di una regione italiana che vanta una lunga ed interessantissima tradizione culinaria. Le Marche, infatti sono un ordinato mosaico di vigneti, uliveti, campi di grano e mare. Già quest’aspetto basterebbe per la connotazione plurale della regione, ma a ciò vanno aggiunti altri dettagli che fanno di questa terra uno dei luoghi più variegati d’Italia. Innanzitutto bisogna considerarne la conformazione geografica: in pochi altri luoghi italiani si passa dagli oltre 2000 m (come il Monte Vettore nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini in provincia di Ascoli Piceno) al mare in poco più di un’ora. E durante il viaggio s’incontrano i boschi appenninici, che regalano profumatissimi tartufi, bianchi e neri, (ricordiamo quelli celebri di Acqualagna) , lasciando poi spazio alle dolci colline che gli agricoltori coltivano con passione: un paesaggio che è un ordinatissimo mosaico di vigneti, uliveti, campi di grano e di girasoli. Da qui si arriva al mare, con le paranze dei porti di Fano, Senigallia e soprattutto San Benedetto del Tronto, che riforniscono il mercato ittico regionale e nazionale con il pescato dell’Adriatico. Tutto ciò si riverbera prepotentemente sulla gastronomia marchigiana, che è cucina di mare, di focolari contadini, di rifugi montani, generalmente povera, ma capace di virate verso l’opulenza e la raffinatezza.

 

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